Cimitero Monumentale di Alessandria
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Arturo Figini

1905–2002

ARTURO FIGINI è nato il 29 gennaio del 1905 a Momperone, in provincia di Alessandria.

Ha frequentato l’Accademia del Nudo a Modena e l’Accademia Albertina di Torino.

Oltrechè presente all’Artegiro del 1967 , durante il quale è stato vincitore a Recco, in Italia ha tenuto mostre a Savona, Sanremo, Brescia, Voghera, Valenza, Tortona, Alessandria, Venezia, Vigevano, Roma, Milano, Torino, Firenze, Legnano, ecc. Ha esposto anche all’estero, in Spagna, Russia, Jugoslavia, Grecia, Turchia, Marocco, Tunisia, Egitto, nonchè al Salon de Peinture di Parigi.

Per la sua attività è stato più volte premiato e tra i riconoscimenti si annoverano il Premio Il Centenario 1985, il Premio Lunigiana 1985 e il Premio Superga 1986.

E’ presente nelle più importanti pubblicazioni d’arte e ha tenuto lezioni presso l’Università della Terza Età di Alessandria.

E’ trapassato nel 2002 e riposa nella cappella di famiglia nel cimitero di Alessandria.

ARTURO FIGINI detto “IL MOMPERONE”

IL PITTORE DELLA LUCE

di Enzo Schiavi

Ciò che ci sta dinnanzi è l’opera pittorica, e l’opera pittorica è una verità che ci dà il piacere di riconoscersi in essa, provare gioia, riscoprire sentimenti, rivivere.

Guardare un’opera pittorica, cercando in essa la conoscenza della vera identità umana, ed è così, perchè ciò che ci sta dinnanzi sono i quadri di Arturo Figini detto Il Momperone, Maestro sommo di libertà interiore; e il suo dipingere si fa spirito e lo spirito si fa moralità e la moralità religione. Libertà interiore: l’espressione più elevata di chi fa arte. Nel Maestro Arturo Figini l’arte non ha esaurito la sua missione spirituale, come insistentemente vuol far credere la visione filosofica hegeliana. Qui, nelle opere di Arturo Figini, l’uomo è riconoscibile tutto, e l’uomo porta in sè il bagaglio inesauribile della sua carica di spirito, la sua sacralità, il suo tratto di fede. Ed anche il suo respiro e il suo equilibrio di esperienza estetica, di empatia e di stile.

Si dice costantemente che la pittura di Arturo Figini è impressionista (il Maestro stesso ama definirsi tale). Che la pittura di Figini segua questo percorso è un fatto incontrovertibile: questa pittura si mostra all’osservatore nella luce e la luce si trasforma in poesia (l’impressionismo di Monet e di Cezanne). Ma un’analisi più attenta di tutta l’opera figiniana offre spunti semantici di pittura interessanti e inediti. L’arte di Figini contiene spontaneità e immediatezza, energia e lirismo della realtà, e dunque contiene segni evidenti di espressionismo e di futurismo.

Arturo Figini ama definirsi impressionista, e lui impressionista è: le impressioni soggettive dell’artista, accumulate nel suo lungo peregrinare per l’Italia, da Alessandria a Trapani, rivivono nella luce dei suoi fiori, delle sue nature morte, delle sue figure, e nel suo studio del paesaggio en plein air proprio come nei quadri dei grandi impressionisti francesi della seconda metà dell’Ottocento. Eppure, nella pittura di questo Maestro, oltre alla spontaneità e immediatezza, all’energia e al lirismo della realtà, ci sono pennellate fresche di colori puri, che lo accomunano ai suoi conterranei già famosi Morbelli e Pelizza da Volpedo. Figure e paesaggi luminosi, sentiti come esaltanti stati d’animo. Dunque, la pittura di Arturo Figini travalica gli angusti confini della pura corrente impressioni sta, si fa personale, si configura come arte propria. Arte figiniana, di comunione e di fede. Arte che si fa interprete di significati del presente e del passato, raccogliendo nella sua luce la grande ribellione romantica di un cuore puro. Il Maestro crea un suo mondo proprio, personalissimo e sacro, un suo mondo esclusivo e intoccabile. Nella pittura del Maestro c’è danza, c’è movimento, e in questa danza, in questo movimento, c’è il soffio inarrestabile della creatività dell’uomo. C’è la gioia dei colori, la luce vivida e intensa dei fiori, il gioco dei riflessi che dà risalto plastico ai nudi e respiro ai paesaggi. Quanti ideali nuovi sono ancora possibili. Se lo chiedeva Nietzsche più di cento anni fa. E gli ideali nuovi sono infiniti, proprio per l’autoaffermazione che domina ogni uomo di alta caratura interiore. Arturo Figini possiede questa volontà di autoaffermazione interiore, ed è per questo che la sua arte esprime a getto continuo ideali nuovi e silenzi nuovi. Silenzi, non di assenza e vuoto, ma di discrezione e riservatezza. In ogni opera del Maestro c’è una risposta agli inestricabili perchè del nostro vivere: pittura che comunica e dà emozione; pittura dell’empatia, in cui ogni uomo ci si specchia dentro e ci si ritrova, rivalutando totalmente la sua interiorità umana. Pittura icastica, che concretizza l’uomo e pone un argine alla crescente astrazione della società attuale, sempre più in balia di creature cyber, che annullano, piano piano ma inesorabilmente, il piacere di uno sguardo, di un gesto, di una pausa, creando realtà truccate e verità falsificate.

Opera di Arturo Figini (1) Opera di Arturo Figini (10) Figini - Autoritratto, 1964 Figini - Donna che si veste

alcune opere pittoriche di Arturo Figini

Opere

Ritratto di Arturo Figini

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