Giuseppe Navone
Giuseppe Navone (Genova, 8 maggio 1855 – Genova, 1917) è stato uno scultore italiano, attivo a Genova a cavallo fra XIX e XX secolo.
Nel 1891 realizzò il Cippo Gaggini, uno dei più prestigiosi monumenti presenti nel cimitero monumentale di Staglieno. Nella scultorea funebre, apparteneva alla scuola che si rifaceva al cosiddetto realismo borghese, ovvero ad una visione molto realistica del defunto, spesso raffigurato assieme a suoi cari. Tale pensiero era in perfetta sintonia con l’evolversi di una borghesia mercantile e industriale, come quella genovese dell’epoca, enormemente propulsiva in quel periodo e tesa lasciare di sé un ricordo quasi didattico.
Navone si spostò poi, nel corso della sua carriera, verso una visione più compatta del soggetto scolpito, accentuandone anche i caratteri simbolisti.
Lavori di questa impostazione sono anche, sempre nell’ambito del principale cimitero genovese, la Tomba Salvatore Queirolo (del 1901), la Tomba Pastorini (del 1902), la Tomba Bartolomeo Queirolo (del 1910), opera nella quale Navone approda allo stile chiaramente liberty che segue l’evoluzione del cimitero di Staglieno tesa a contrapporre la tematica inerente alla dicotomia eros-tanatos, ovvero il rapporto fra amore e morte. I suoi angeli accompagnatori del defunto sono magnifiche figure femminili e la morte stessa è spesso raffigurata da una bella e sensualissima donna.
Il contesto storico dell’opera di Navone è preciso: l’evoluzione della borghesia genovese ha raggiunto il suo culmine e sta iniziando la parabola discendente; alcuni storici dell’arte paragonano le sue raffigurazioni con le concubine del morto, le piccole statue che venivano messe nella sala tombale dei faraoni e dei notabili egizi.
(da wikipedia)
GIUSEPPE NAVONE(Genova 1855 - 1917)
Formatosi nell’ambito del realismo borghese, probabilmente lavorando come aiuto presso altri scultori, nel 1891 firmò la sua prima opera, il Cippo Gaggini a Staglieno. Sul volgere del secolo Navone si allontanò progressivamente dal realismo analitico indirizzandosi verso una resa sintetica del reale e accentuando i caratteri simbolisti (Tomba Salvatore Queirolo, 1901, Tomba Pastorini, 1902), fino ad approdare, intorno agli anni Dieci, ad uno stile dichiaratamente liberty (Tomba Bartolomeo Queirolo, 1910).
(comune Genova)
Note
GIUSEPPE NAVONE (Genova 1855 - 1917)
Tomba Alfred Noack, 1896
Genova, Cimitero di Staglieno, area dei Protestanti
La piccola e semplice sepoltura, a sinistra all’inizio del viale dei protestanti, è dedicata alla memoria di Alfred Noack (Dresda 1833 – Genova 1895), uno dei più grandi fotografi operanti in Italia nel XIX secolo, che, giunto in Italia nel 1856 e stabilitosi a nel capoluogo ligure nel 1863, dedicò oltre trent’anni della sua esistenza alla rappresentazione della città e delle riviere liguri; nel 1926 il Comune di Genova acquisì dalla moglie di Carlo Paganini, già suo collaboratore e poi suo successore dopo il figlio secondogenito Ernesto Gualtiero, che aveva gestito lo studio fotografico dal 1895 al 1903), l’intero archivio, composto da oltre 4.000 lastre fotografiche, oggi conservate presso l’Archivio Fotografico del Comune; ne fanno parte tra l’altro numerosi scatti (oltre 300) dedicati a Staglieno, splendido e importante documento sui primi anni della storia del cimitero.
Ad acquistare la tomba come concessione trentennale fu il figlio Ernesto (unico sopravvissuto della famiglia, dopo la prematura scomparsa della moglie Elisa Federica Königsdörfer e del primogenito Giovanni Augusto, morto nel 1892 e pure sepolto a Staglieno nell’area dei protestanti, in una tomba firmata da Achille Canessa, come risulta da documenti d’archivio); destinata alla distruzione, essa è pertanto miracolosamente sopravvissuta fino a oggi.
Caratterizzata da un ritratto bronzeo a rilievo del fotografo tedesco, racchiuso entro un medaglione e da un bassorilievo con un fregio di probabile carattere simbolico, finora non decifrato, non è firmata; deve tuttavia essere assegnata allo scultore Giuseppe Navone, sulla base di un disegno a inchiostro e acquerello,conservato presso l’Archivio Storico del Comune di Genova.
L’intervento di restauro è stato affidato alla Bottega del Restauro s.a.s (Amalia Sartori), di Genova.
Opere
Dettagli
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